ALUNNI DSA E DOCENTI

ALUMNI DSA AND TEACHERS

Maria Forte Bice
España

ALUNNI DSA E DOCENTI

International Journal of Developmental and Educational Psychology, vol. 3, no. Esp.1, pp. 13-19, 2018

Asociación Nacional de Psicología Evolutiva y Educativa de la Infancia, Adolescencia y Mayores

Received: 01 February 2018

Accepted: 10 April 2019

Sommario: Come insegnante con molti anni di esperienza e con l’inclinazione all’aggiornamento professionale, un momento molto irrevocabile per la funzione sociale di un insegnante, relativo alla disabilità specifica (LSD), non solo i problemi sono legati alle difficoltà che rallentano gli studenti apprendimento ma anche la riluttanza degli insegnanti a scegliere strategie di apprendimento per tutti i casi presenti nella classe. Questo articolo discuterà diversi problemi: sono le dinamiche particolari che caratterizzano il rapporto educativo-didattico esistente tra insegnanti e studenti con LSD.La panoramica teorica delle strategie e metodologie di insegnamento educativo, la conoscenza diretta del riferimento legale e la conoscenza delle ultime informazioni sull’LSD,. Precisamente, l’ar- ticol fornisce una considerazione generale su LSD, e fa un’analisi degli indicatori di rischio citati nella letteratura scientifica e si occupa di un quadro ampio e dettagliato di azioni sollevate considerate dalla legge e di dispositivi compensatori più adatti a semplificare l’intervento richiesto nel disabilità.

Parole: LSD, formazione in servizio , incrementalità, rapporto educativo-didattico, misure dispensative e compensative.

Abstract: As teacher with many years of experience and with the inclination to professional upgrading , a very irrevocable moment for the social function of a teacher , relating to the specific learing disability (LSD) not only the problems are linked to the difficulties that slow the students’ learning but also the reluctance of teachers to choose learning strategies for all cases present in the class. This article will discuss several issues: are the particolar dynamics that typify the educative-teaching relationship existing among teachers and students with LSD.The theoric overview of educative-teaching strategies and methodologies, the direct knowledge of law reference and the knowledge of the latest information about LSD ,. Precisely, The articol gives a general consideration about lsd, and makes an analysis of risk indicators mentioned in the scientific literature and deals with a wide and detailed framework of relieved actions considered by law and of compensatory devices more suitable to semplify the requested intervention in the disability.

Keywords: LSD, in-service trainig/incrementaly, educative-teaching relatioship, dispensatory and compensatory measures.

INTRODUZIONE

Oggetto di studio di questo articolo riguarda le peculiari dinamiche che informano la relazione educativo-didattica intercorrente tra docenti e studenti con disturbi specifici dell’apprendimento: si tratta di una questione di enorme rilevanza che investe l’intero settore della formazione scolastica e alla quale il legislatore ha accordato, con diversi interventi normativi, un’importanza strategica via via crescente.

L’attenzione rivolta agli studenti che evidenziano difficoltà nell’automatizzazione della lettura, della scrittura e del calcolo (distinte o in comorbilità) ha portato alla definizione di strategie didattiche sempre più adeguate, all’individuazione di strumenti compensativi e misure dispensative sem- pre più efficaci in relazione al caso specifico, all’acquisizione di nuovi strumenti di valutazione e, più in generale, all’accrescimento delle conoscenze, soprattutto dal punto di vista clinico e relazionale, il che ha permesso ai docenti, in stretta sinergia con le famiglie, di porre in essere interventi formativi sempre più mirati.

La Legge 170/2010 ha costituito per l’Italia il primo intervento normativo specifico in materia. La storia di questo provvedimento merita di essere ricostruita nel dettaglio: il 19 maggio 2009 la VII Commissione permanente della Camera dei Deputati ha redatto il disegno di legge “Nuove norme in materia di difficoltà di apprendimento”, trasmesso alla Presidenza del Senato l’11 giugno 2010. Successivamente, in seguito ad una petizione denominata “Appello al Senato per l’approvazione della legge su dislessia e DSA”, promossa dall’Associazione Italiana Dislessia (AID) e da altre associazioni di professionisti e genitori, si è approdati, nel volger di poche settimane, all’approvazione del testo di legge. La promulgazione è avvenuta l’8 ottobre 2010, mentre la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dieci giorni dopo: il testo di legge, nella sua redazione definitiva, reca la dicitura “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”.

Allineandosi ai dettami europei, il legislatore italiano ha dunque riconosciuto che disturbi quali la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia «si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana» (art. 1). Ottemperando al disposto dell’art. 3, comma 2 della Costituzione Italiana, stando al quale compito precipuo della Repubblica è di «rimuovere gli ostacoli» che, «limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana» , la Legge 170/2010 si è prefissa di garantire il diritto all’istruzione degli studenti portatori di disturbi specifici di apprendimento, di favorire il loro successo scolastico, facendo ricorso a misure didattiche di supporto, di ridurre eventuali disa- gi relazionali ed emozionali (art. 2). Allo scopo di garantire una formazione adeguata e promuovere lo sviluppo delle potenzialità di tutti gli studenti, ha incentivato la diagnosi precoce, promuovendo inoltre l’introduzione nella prassi didattico-educativa di percorsi riabilitativi e forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità formative degli studenti. Non secondariamente, la legge preve- deva promozione di campagne promozionali per sensibilizzare i genitori nei confronti delle problematiche legate ai DSA e l’istituzione di specifici percorsi di formazione per i docenti di ogni ordine e grado (art. 2).

Attraverso la Legge 170, agli studenti per i quali fosse stata formulata una diagnosi di DSA si garantiva una didattica individualizzata e personalizzata con «forme efficaci e flessibili» di impegno scolastico, attraverso l’introduzione di strumenti compensativi (tra cui, soprattutto, i mezzi di apprendimento alternativi e le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione), nonché di misure dispensative per evitare aggravi determinati dallo svolgimento di compiti e altre prestazioni non essenziali ai fini dello sviluppo delle competenze (art. 5).

Compito precipuo dei docenti diveniva, in ultimo, quello di assicurare agli studenti con disturbi specifici ritmi graduali di apprendimento, facendosi garanti al contempo di fornire eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale.

L’inquadramento teorico delle prassi educativo-didattiche, la conoscenza diretta della normativa di riferimento e la costante riflessione sulle più recenti acquisizioni in materia di DSA.

I DSA: CHI SONO?

I disturbi specifici dell’apprendimento esordiscono in età evolutiva, di norma con l’inizio della scolarizzazione, e sono caratterizzati da una difficoltà persistente ad automatizzare le competenze fondamentali per lo sviluppo di una specifica abilità. L’abilità deficitaria non è andata perduta a seguito di eventi traumatici, ma semplicemente non è mai stata acquisita. Tali disturbi riguardano, in modo precipuo, le competenze strumentali degli apprendimenti scolastici (apprendimenti espliciti), che influenzano negativamente l’acquisizione della cognizione, ovvero quel processo che modifica in modo relativamente permanente una capacità o un comportamento grazie all’ambiente e all’esperienza. Per apprendimento si intende – riprendendo la definizione fornita da Giuliana Mazzoni – «un processo continuo di acquisizione di nuove informazioni, di elaborazione di queste nuove informazioni e di trasformazione di informazioni già possedute, in modo che acquistino una nuova forma».La diagnosi di disturbo specifico di apprendimento può essere emessa se sono soddisfatti due criteri:

La diagnosi di disturbo specifico di apprendimento può essere emessa se sono soddisfatti due criteri:il criterio della discrepanza, ovvero se la prestazione del soggetto in un dominio di abilità è significativamente deficitaria rispetto ai valori normativi per età e classe frequentata e discrepante dall’intelligenza generale, adeguata per l’età.

il criterio dell’esclusione, cioè se il soggetto non presenta deficit sensoriali, neurologici, cognitivi o svantaggio socioculturale.

Tra le caratteristiche comuni ai DSA, si annoverano la compromissione significativa e persistente della funzione interessata (-2deviazioni standard); la presenza di capacità intellettive nella norma (entro 1deviazione standard) e di normali opportunità educative; l’assenza di deficit sensoriali, di danni neurologici e di disturbi relazionali (primari); una familiarità per il disturbo, nel 60-70% dei casi; la prevalenza nella popolazione maschile; la consistente associazione tra i diversi DSA e con con disturbi psicopatologici;l’eterogeneità dei quadri funzionali e dei profili di sviluppo .

Possiamo notare un aumento degli studenti con DSA che hanno ottenuto la certificazione, perché l’incidenza passa dal 0,7% al 2.1% sul totale degli alunni italiani

Alunni con DSA in % del totale alunni per ordine scuoia
GRAF 9
Alunni con DSA in % del totale alunni per ordine scuoia
MIUR-DGCASIS- Ufficio Statistica e Studi - Rilevazioni sulle Scuole

Totale alunni con DSA per area geografica
Totale alunni con DSA per area geografica

L’EVOLUZIONE NORMATIVA IN MATERIA DI DSA

Nell’anno 2004 per la prima volta il MIUR forniva alle scuole, con una propria circolare (nota MIUR n. 4099/A4 del 5/01/2004 -Iniziative relative alla dislessia), indicazioni in merito alle attività da porre in essere e alle misure da adottare, nei casi di alunni con DSA (Tab. 3). Da allora, sono state emanate diverse circolari, note, ordinanze ministeriali, ma si è arrivati a dotarsi come sistema-Paese, solo sei anni più tardi e attraverso un iter lungo e articolato, di una legge specifica in materia.

La Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010, relativa alle “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, è stata promulgata dopo le proposte di legge presentate nel 2002, nel 2004, nel 2006 e nel 2009: quest’ultimo disegno di legge reca il testo che è poi stato approvato nell’ottobre 2010 .

La Legge 170, concorre ad ordinare in modo definito un settore, quello dei disturbi specifici di apprendimento, che fino a quel momento non aveva goduto di una legislazione specifica .Il legislatore finalmente distingue le condizioni degli alunni con DSA da quelle quegli studenti provvisti di certificazione ai sensi della Legge 104/1992 e, conseguentemente, prospetta differenti modalità di intervento per la tutela del loro diritto allo studio. Si ipotizza, a tal proposito, ribadendo che è compito della scuola porre al centro della propria attività e della propria cura la persona(concetto, peraltro, ribadito nelle Linee guida del 2011), un percorso didattico individualizzato e personalizzato in cui si utilizzino misure compensative e dispensative, adeguate metodologie e strategie didattiche. La legge impone alla scuola tutta, in particolar modo ai docenti, un cambiamento culturale, un atteggiamento nuovo, dove le differenze non devono esser più considerate un ostacolo al successo formativo, ma al contrario un’opportunità per ampliare l’offerta didattica .

La Legge 170, per il sistema scolastico italiano e per gli studenti con DSA, costituisce un momento di svolta, nonché una importante conquista di civiltà, perché definisce e riconosce per la prima volta le diverse tipologie di DSA (dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, come specificato nell’art. 1). Inoltre, precisa formalmente gli obblighi della scuola nei confronti degli alunni con DSA e traccia il percorso da seguire per realizzare le finalità (indicate nell’art. 2), garantendo il diritto all’istruzione, il successo formativo e la riduzione dei disagi relazionali ed emozionali degli alunni con DSA attraverso una formazione mirata degli insegnanti (art. 4) e una più fattiva collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari (come esemplificato in FiguraI/10).

Rilevante anche l’art. 5, nel quale si afferma il diritto dell’alunno con DSA a fruire, nei vari livelli di istruzione, di una didattica individualizzata e personalizzata, di strumenti compensativi e misure dispensative (anche per le lingue straniere), e di adeguate forme di verifica e valutazione. Per comprendere pienamente lo spirito della legge, occorre ancora considerare l’art. 2/f e l’art. 3 che, al comma 3, così recita: «È compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’in- fanzia, attivare […] interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti […]».

Diagramma dei passi previsti dalla Legge 170/2010 per la gestione dei DSA
FIGURA I/10
Diagramma dei passi previsti dalla Legge 170/2010 per la gestione dei DSA
MIUR, Linee guida sui DSA, D.M. 12/07/2011

COME AIUTARE UN ALUNNO CON DSA

La scuola è la sede di tutti gli eventi più importanti che determinano il percorso degli studenti con DSA. L’insegnante è in una posizione privilegiata per l’osservazione, poiché trascorre molte ore con gli alunni e può confrontare comportamenti e ritmi d’apprendimento, rilevando facilmente se qualcuno resta indietro rispetto al gruppo-classe.È importante però che non si lasci condizionare da pregiudizi e non scivoli in spiegazioni semplicistiche, attribuendo incondizionatamente l’insuccesso o lo scarso rendimento a svogliatezza, pigrizia, mancanza di volontà.

Motivare la famiglia ad intraprendere accertamenti specialistici, in vero, non è sempre operazione facile: occorre certamente evitare di trarre conclusioni affrettate, giacché la diagnosi del disturbo è di competenza dello specialista); ma, ove se ne ravvisino i presupposti e i segnali, gli insegnanti hanno l’obbligo, nell’interesse del discente, di invitare le famiglie a considerare il problema dal punto di vista più corretto e di avvalersi di consulenze specialistiche. Altresì gli insegnanti devono sempre più accostare gli alunni con DSA alle didattica alternativa e tecnologica.

Il facile accesso alle tecnologia dell’informazione e della comunicazione digitale, tipiche di quest’avvio di secolo, ha inciso fortemente sulla modificazione degli stili e dei metodi di apprendimento: i ragazzi di oggi, abituati a far uso delle nuove tecnologie sin dalla prima infanzia, privilegiano la lettura non sequenziale, tipica di chi apprende a partire da ipertesti e beneficiano sensibilmente di supporti visuali, essendo figli di una società che sempre più tende ad imporre l’immagine come medium comunicativo .

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione offrono indubbiamente innumerevoli vantaggi e schiudono possibilità in gran parte ancora da esplorare nella scuola del Terzo Millennio: il privilegio di effettuare ricerche utilizzando molteplici fonti, di condividere contenuti in tempo reale, di fruire di materiali elaborati da specialisti ed esperti a livello nazionale e internazionale nei vari settori rimanendo all’interno dell’aula fisica, di disporre di interi archivi digitali, oltre che di manuali scolastici arricchiti di contenuti interattivi.

Affinché le TIC possano divenire a tutti gli effetti veicolo di conoscenza, occorre dunque una formazione specifica degli insegnanti (e un continuo aggiornamento, per via della rapidissima evoluzione che tutte le tecnologie oggi subiscono): i docenti sono chiamati ad avviare gli studenti ad un uso consapevole dei motori di ricerca, all’esperimento attento e critico delle fonti digitali, ad una fruizione responsabile delle risorse e degli strumenti di condivisione online Da anni, il MIUR sostiene progetti per l’introduzione delle tecnologie in classe e per la loro integrazione con le risorse tradizionali (il Piano nazionale di diffusione delle Lavagne Interattive Multimediali – LIM-, il progetto Cl@ssi 2.0, il percorso iTEC). Gli obiettivi perseguiti sono encomiabili: diffondere la conoscenza dei nuovi modelli di apprendimento e formazione, dotare la scuola di linee guida per l’inserimento delle nuove tecnologie, vincere la diffusa resistenza al loro uso, promuovendo l’interattività tra docenti e studenti, e tra studenti stessi. Contenuti digitali, learning objetcs, serious games, alternate reality games, piattaforme digitali di condivisione, pratiche di edutainment devono divenire strumenti di un’esperienza non episodica,ma sistematica e sistemica della didattica italiana.

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