Artículos originales
La retórica jurídica y el derecho penal
Legal Rhetoric and Criminal Law
La retórica jurídica y el derecho penal
Revista de la Facultad de Jurisprudencia, núm. 3, pp. 239-260, 2018
Pontificia Universidad Católica del Ecuador

Recepción: 04 Agosto 2017
Aprobación: 24 Mayo 2018
Resumen: La siguiente investigación tiene la finalidad de analizar el origen de la relación entre la Retórica y el Derecho Penal; de hecho, la retórica o, también, nombrada “el arte de la persuasión” donde no es necesario la escritura, fue introducida por Sócrates, un importante filósofo y maestro griego subsistido en Atenas en los años 300 A.C. Se relaciona con el Derecho Penal, ya que, su material normativo non está perfectamente codificado; por consiguiente, la retórica constituye un instrumento, mediante el cual un ciudadano puede sustentar su propia opinión sea en el ámbito político que en el judicial frente, en este caso, a un proceso penal presentando acertamientos del hecho y una óptima narración con el fin de obtener el consentimiento del jurado. Es de grande interés mencionar, además, la importancia de identificar las diferencias y semejanzas entre la retórica y las consideraciones de orden jurídico; individuar la motivaciones principales por los cuales el Derecho Penal necesita de la retórica y luego confrontarlo con el Derecho Penal ecuatoriano; examinar las estrategias utilizadas por “el arte de la persuasión” para comprobar los beneficios y las desventajas que alteran el Derecho Penal; en fin, proponer algunas observaciones para disminuir este problema con la finalidad de encontrar un equilibrio en la práctica de la retórica.
Palabras clave: retórica, lógica, Derecho, proceso penal, racionalidad.
Sommario: La seguente investigazione ha la finalità di analizzare l’origine del rapporto tra la retorica e il Diritto Penale; di fatto, la retorica o anche chiamata “l’arte della persuasione” dove non è necessaria la scrittura, fu introdotta da Socrate, un importante filosofo e maestro greco vissuto in Atene negli anni 300 a.C.. Si intrinseca con il Diritto Penale poiché il suo materiale normativo non è perfettamente codificato; infatti, la retorica costituisce una sorta di strumento mediante il quale un cittadino può sostenere la sua propria opinione sia nel ambito politico che giudiziario dinanzi, in questo caso, a un processo penale presentando accertamenti del fatto e un’ottima narrazione con il fine di ottenere il consenso della giuria. È di grande interesse menzionare, anche, la importanza di identificare le differenze e uguaglianze tra la retorica e le considerazioni di ordine giuridico; individuare le motivazioni principali per cui il Diritto Penale necessita della retorica per poi confrontarlo con il Diritto Penale ecuadoregno; esaminare le strategie utilizzate “dall’arte della persuasione” per comprovare i benefici e gli svantaggi che apporta nel Diritto Penale; infine, esporre alcune osservazioni per diminuire questa problematica trovando un equilibrio nella pratica della retorica.
Keywords: rhetoric, logic, right, criminal process, rationality
INTRODUZIONE
[1]Nel Diritto Penale questa forma di oratoria giudiziale è essenziale quando, durante il processo penale, l’accusato cerca di convincere de la sua innocenza dinanzi al giudice e/o la giuria. Codesta relazione ha origini molto antiche, di cui si riconoscono due tappe: Atene Classica ( V - VI secolo a.C.) e Antica Roma ( II secolo a.C.). Si faranno maggiori accertamenti nelle seguenti pagine grazie ai lavori realizzati in passato da studiosi del Diritto, dei quali, la maggior parte sono italiani giacché la loro giurisdizione deriva direttamente dal Diritto Romano, anche se presenta alcuni cambiamenti; poiché, la retorica ha avuto un ruolo importante nel sistema processuale romano e di conseguenza ha determinato l’ordinamento giuridico di questo paese. Si menzioneranno: Alessandro Traversi, Maurizio Mazin, Carofiglio e Artosi; come si può intuire, sono numerosi gli autori specializzati in questo tema pero, a causa, del poco tempo e poco spazio a disposizione si prenderanno in considerazione solo alcuni di essi, in più, la maggior parte sono docenti universitari che insegnano la materia logica e argomentazione giuridica, di fatto, nella facoltà di giurisprudenza delle università presenti in tutta Italia si insegna questa disciplina.
Nella presente investigazione si pretende conseguire una diagnosi delle ipotetiche soluzioni dei conflitti causati dal non limitare la retorica all’interno di un processo penale, attraverso l’uso di una metodologia attiva, esplorativa e apprensiva. Nei seguenti capitoli si parlerà della classificazione della retorica secondo la materia trattata, le tecniche utilizzate e si tenterà di dare una definizione che racchiuda tutte le informazioni ottenute, per rispondere alla seguente domanda: Cosa si intende per retorica?; successivamente, si argomenterà sul concetto di Diritto Penale, processo penale e le motivazioni per cui ha un legame molto stretto con l’oratoria giudiziale, con il fine di rispondere alla domanda: Quali sono le ragioni che provocano una interdipendenza tra il Diritto Penale e la retorica giuridica?. Quando si parla di Diritto Penale si fa riferimento, soprattutto, al processo penale poiché è lì che si introduce il tema “dell’arte della persuasione”.
Nel corso dello svolgimento dell’articolo si ragionerà dei principali problemi, giacché, l’aspirazione finale è conseguire resultati utili che ci permetta l’accesso a maggiore informazione sulla relazione dei due temi trattati e in un domani poter prendere decisioni con il fine di migliorarla, in fine, capire la relazione tra retorica e la materia di logica giuridica.
Da non sottovalutare l’importanza di attribuire la definizione adeguata ai concetti giuridici verosimili come argomentazione giuridica e persuasione che hanno una propria descrizione, affinché, si possa avere una idea chiara dei temi trattati ma, particolarmente, poter raggiungere gli obiettivi stabiliti anteriormente.
1. LA RETORICA
Innanzitutto, il concetto di retorica è molto ampio e complicato, di conseguenza è necessario fare una piccola premessa che ci permetta sottolineare gli elementi più essenziali. Per Retorica si intende la capacità di persuadere qualcuno di qualcosa in specifico mediante l’analisi degli argomenti del tema in questione per poter individuare e sfruttare i punti di forza, può riguardare varie materie come: la medicina, la politica, la scienza e specialmente nell’ambito giudiziario, deliberativo ed epidittico[2]. Dunque, la definizione più prossima è la seguente: la retorica è la facoltà di scoprire in ogni argomento ciò che è in grado di persuadere, di cui si identificano le tecniche ed extra tecniche, quest’ultime possono essere testimonianze, documenti scritti o confessioni obbligate cioè l’insieme di elementi preesistenti che sono necessarie per conseguire le prime, in cambio, le tecniche sono quelle che si ottengono attraverso la opinione, conoscimento e deduzione di un soggetto.
L’uditorio è il destinatario del discorso, ovvero, a chi si vuole persuadere, ciascuno dei quali possiede delle competenze, credenze ed emozioni; su queste basi, il soggetto che crea il discorso deve adattarlo secondo il tipo di auditorio.
È di utile importanza trascrivere direttamente l’intera definizione di Retorica secondo il vocabolario Treccani (un dizionario utilizzato da professionali nello studio di alcuni termini) dato le numerose difficoltà di capire i diversi concetti con elementi quasi similari, perciò, nel linguaggio professionale si intende: “L’arte del parlare e dello scrivere in modo ornato ed efficace; sorta nella Grecia antica con i sofisti, con finalità prevalentemente pragmatiche, come tecnica del discorso teso a persuadere (fu quindi applicata all’oratoria giudiziaria), si viene successivamente ampliando nell’età classica e poi medievale e rinascimentale a tecnica del discorso sia orale sia scritto, con finalità anche estetiche, secondo un sistema di regole in cui fu organizzata dapprima da Aristotele, poi dalla trattatistica latina d’età classica (Cicerone, Quintiliano) e tarda (Marziano Capella, Boezio). Nel medioevo la retorica, la grammatica e la dialettica (la quale ultima ha per scopo la dimostrazione non la persuasione) costituivano le tre arti liberali (arti del trivio, in lat. artes sermocinales), distinte dalle quattro arti reali (arti del quadrivio, in lat. artes reales), l’aritmetica, la geometria, la musica e l’astronomia. Dopo una progressiva decadenza nell’età moderna, dovuta alla rivalutazione dei contenuti espressivi, la retorica ha riacquistato uno spazio rilevante nella linguistica e nella critica letteraria contemporanea, come teoria dell’argomentazione e come analisi delle realizzazioni lessicali, grammaticali e stilistiche, di testi scritti o anche orali, e delle loro funzioni espressive”[3]. Dall’altra parte, secondo il filosofo greco, Aristotele, la retorica si basa nell’osservazione empirica di cui alcuni uomini senza volere o non possono rispondere alla logica o alla dialettica; come la dialettica è, assai, lontana dalla logica formale causato dal fatto che si cerca incessantemente la opinione per iniziare una discussione, mentre, la retorica è lontana dalla dialettica poiché si cerca discutere dinanzi a un soggetto di poca valore che prende in considerazione temi non troppo aderenti all’argomento centrale.
Bisogna fare un chiarimento sul termine dialettico[4]. che si definisce della seguente forma: chiamato, anche, l’arte del dialogare di cui il suo punto di forza è l’abilità di porre gli argomenti più opportuni con il fine di provare un assunto. Per quanto riguarda la logica, essa è una disciplina che ha l’obiettivo di studiare le condizioni di validità delle argomentazioni deduttive, le sue origini risalgono con l’elaborazione della dottrina delle forme nelle quali si muove, ragionando, il pensiero; codesta fu scritta da Aristotele, il quale in un principio si riferisce ad essa con il termino “analitico” e, con il passare del tempo, con l’aiuto dei pensieri e conoscimenti di personaggi illustri questo termino ha subito cambiamenti fino ad essere ciò che oggi.
Ritornando, alla retorica è fondamentale focalizzarsi nella sua origine e mutazione nel corso del tempo, tra cui, si sottolineerà l’importanza di alcune tappe storiche, affinché, si possa comprendere il nesso con il diritto.
2. Origine e tappe storiche della Retorica.
“Nel corso di nove secoli, la retorica ha plasmato, in diversi modi, la vita spirituale di greci e romani”[5]. La Retorica ha origini molte antiche, di fatto, viene introdotto per la prima volta da Aristotele, un importantissimo filosofo greco vissuto in Atene tra la fine degli anni 300 a.C. e l’inizio degli anni 400 a.C.. Per lui la retorica riguarda, più che altro, la forma speciale di pensare che è limitato nel momento in cui si applica. Questo filosofo fu alunno dell’Accademia di Platone che a sua volta è stato alunno di Socrate; attualmente, molti lo considerano il primo investigatore scientifico, poiché, le sue opere filosofiche e teologiche hanno avuto un ruolo predominante nei conoscimenti odierni. Come tutti sappiamo, la civiltà greca è una delle più importanti sia nell’ambito filosofico, teologico che politico; infatti, la loro organizzazione sotto questo punto di vista era ottimo, dal momento che le città greche erano indipendenti le quali prendevano il nome di polis [6] formato da un gruppo di persone che avevano la funzione di prendere decisioni autonomamente.
Le più importanti polis erano quelle di Atene e Sparta, in un primo momento erano governate da un re poi dall’aristocrazia, a partire del 508 a.C. in Atene tutti i cittadini partecipavano alla vita politica e per questa ragione fu istituita l’assemblea del popolo chiamata Ecclesia; fu così che apparve la prima forma di governo, ovvero, la Democrazia[7]. Sia gli organi legislativi che gli organi giudiziari sono totalmente nelle mani dei cittadini[8], da non confondere con popolazione[9] poiché essa era costituita da greci e schiavi (prigionieri di guerra, i quali non possedevano nessun tipo di diritto), con lo scopo di consolidare il potere del popolo. Un importate fattore che caratterizza questa prima forma di giurisdizione è l’assenza della figura del giurista (avvocato), non c’era nessuno che potesse studiare e approfondire la disciplina del Diritto e, soprattutto, nelle situazioni di conflitti di materia civile o penale i soggetti immischiati dovevano difendersi da soli utilizzando la parola per convincere la giuria composta a sua volta da altri cittadini, è qui che Arsitole elabora il concetto di Retorica e della sua importanza nei Tribunali.
Con il passare del tempo, un’altra civiltà è riuscita ad emergere fino ad arrivare ad essere una dei più grandi Imperi dell’Occidente: Impero Romano (27 a.C. -476 d.C.). In origine, questa civiltà era composta da contadini e agricoltori. Si distinguono tre divisioni dell’epoca romana: Monarchia, Repubblica e Impero. Durante le due ultime tappe, i romani entrarono in contatto con i greci, è lì dove, si inspirano per creare la propria cultura e organizzare il sistema politico. Tuttavia, si riconosce lo spicco della Retorica nel sistema processale[10] durante la epoca Repubblicana, infatti, l’accusato mediante le tecniche di retorica mira a smuovere le emozioni e screditare la parte contraria. Un personaggio si distingue rispetto ad altri, Marco Fabio Quintiliano, grazie a uno studio approfondito di 20 anni sulla retorica; molti sono stati i suoi alunni, tra cui, è necessario ricordare i nipoti dell’Imperatore Domiziano ed altri filosofi. La sua fama si rimembra tutt’oggi per merito di un manoscritto nominato “Istituto Oratoria”, dove si stabilisce la miglior forma d’istruzione per i giovani; un aspetto fondamentale di Quintiliano è la sua professione come avvocato, infatti, si può affermare che per la prima volta viene introdotto lo studio della retorica nel diritto , giacché, ci sono due punti di vista, cioè, la parte filosofica della struttura dell’arte della persuasione e la sua funzione nel sistema processuale.
Qualche secolo dopo, nel Medioevo, il concetto di Retorica viene ripreso nuovamente in Francia, a quell’epoca chiamata Gallia, in cui questa forma di oratoria ha un ruolo importante rispetto agli altri stili. In Europa, la situazione economica permise l’origine di un nuovo ceto sociale, la borghesia, composto per lo più da commercianti che anno dopo anno prese sempre più potere all’interno della società che nell’ambito politico. Gli intellettuali, con maggior fama, che si dedicarono all’osservazione della lingua e le sue varie sfaccettature furono: Bernardo di Chiaravalle, Venanzio Fortunato, Sidonio Apollinare e Marbodo di Rennes.
Finalmente, nel ‘600 e ‘700, la contribuzione di molti acculturati ha permesso giungere a una più complessa definizione della struttura del tema in questione ma, soprattutto, con la nascita di nuove discipline e di nuove professioni come nell’ambito: giuridico, amministrativo e didattico in relazione all’educazione; si osserva e si definisce il legame tra l’arte della persuasione e il diritto penale.
Un nuovo concetto che emerge è il nesso tra logica e retorica che si analizzerà nel seguente capitolo come una delle tante tecniche che permettono una corretta formulazione della Retorica, in più, gli elementi antecedenti e finali necessari per facilitare il processo.
2.1. Tecniche utilizzate per perfezionare l’arte della persuasione ed altre caratteristiche.
Per formulare una buona retorica, è essenziale regolare la comunicazione mediante i principi stabiliti da Beaugrande y Dressler: la efficienza del testo che abbia per lo meno un minimo di sforzo da parte dei soggetti interessati e che possa scaturire un’impressione appropriata in modo tale da produrre condizioni favorevoli per ottenere gli obiettivi comunicativi, in più, ci dev’essere coerenza tra il testo e l’ambiente circostante di questi soggetti. Inoltre, la comunicazione deve rispettare 7 criteri: la coesione, la coerenza, l’intenzionalità, l’accettabilità, la situazionali, l’informativa e l’intertestualità. Il primo criterio organizza gli elementi grammaticali; il secondo fornisce un significato semantico ovvero il significato del discorso; il terzo è determinato dall’obiettivo prefissato dal soggetto che compone un testo, ciò, che vuole trasmettere; il quarto è la risposta del ricevente; il quinto, ai cambiamenti relazionati al contesto esteriore; il sesto, in cambio, è il grado di interesse che possiede l’informazione e, infine, il settimo che ha come fine collegare il tipo di testo ad un altro.Il discorso[11] è la rappresentazione verbale che può essere orale o scritta ed è formata da una o più frasi coordinate tra di loro, in modo tale, da ottener un senso logico; esso, ha distinte fasi che corrispondono alla creazione di una idea, poi, la progettazione di uno schema, la redazione utilizzando un linguaggio chiaro e vivace, per finire, l’espressione che giova di un ruolo predominante.
Anticamente, si avvaleva spesso dell’auxeis e tutt’ora si utilizza, però possiede un nome completamente distinto, si relaziona alla parola crescere o aumentare, giacché, ha il fine di storcere la realtà peggiorando la situazione.
La logica[12] è un alto elemento essenziale per iniziare tutto questo processo, essa è la disciplina che studia le condizioni di validità delle argomentazioni deduttive (dal macro al micro), dunque, l’essere umano ragiona prima di parlare o scrivere un testo; pensare permette individuare e organizzare le idee in modo tale che una volta espresse, abbiano un significato con un alto grado di eloquenza; inoltre, la capacità di ragionare può essere di grande aiuto.
Due fattori che hanno la parola decisiva sull’efficienza della retorica formulata, sono le emozioni e l’uso di tecniche della disciplina della psicologia; infatti, per persuadere i destinatari è necessario catturare la loro attenzione e saperli “manipolare” con il fine di raggiungere la loro parte interiore e smuoverli; codesto si fa, anche, in ambiti molto seri come nel Diritto con buoni risultati, tuttavia, non si dovrebbero verificare questi tipi di situazione poiché si dovrebbe mantenere sempre e comunque l’obiettività, ed è qui che sorge il problema del tema preso in considerazione.
Questi insieme di concetti, “formano” la Retorica, vale a dire che seguendo passo per passo i criteri menzionati prima e avendo le idee chiare sui diversi significati di alcuni elementi presi in considerazione si può conseguire un ottimo risultato. Altri aspetti fondamentali sono le figure, vale a dire, i tipi di espressioni non comuni al linguaggio parlato che hanno lo scopo di attirare l’attenzione del destinatario o destinatari.
3. ORDINAMENTO GIURIDICO
L’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) riconosce la presenza di 206 paesi nel pianeta Terra, ciascun dei quali possiede un proprio Ordinamento Giuridico; esso è differente tra stato in stato dovuto agli antecedenti storici, culturali e religiosi. L’Ordinamento Giuridico o, anche, riconosciuto come Diritto è l’insieme di norme che hanno l’obiettivo di regolare le relazioni tra gli individui di una Società all’insegna della pace, dell’armonia e della tranquillità. Uno dei fattori principali del Diritto è la giustizia, di fatto, queste norme che possono essere permissive, proibitive e precettive sono emanate per risolvere ipotetici conflitti garantendo giustizia ai soggetti implicati.
Da tutto ciò, si può dedurre che la disciplina del Diritto è molto ampio, giacché, sono molteplici gli ambiti a cui è indirizzato; infatti, questa materia e la realtà sociale sono strettamente connesse e si possono distinguere diverse ramificazioni.
Ci sono tre concezioni sull’O.g., la teroria normativa (H. Kelsen), la teoria istituzionale (S. Romano) e la teoria del rapporto (A. Levi), la particolarità di tutte e tre è relativo al fatto che si uniscono. Bisogna ricordare che il Diritto è oggettivo, vale a dire che si considera solo la parte obiettiva di qualsiasi situazione con il fine di conseguire una giustizia equa.
Principalmente, ci sono due grandi suddivisioni del Diritto[13] dal punto di vista dell’intervenzione dello Sato: il Diritto Pubblico e 14il Diritto Privato. Il D.Pu. regola tutte le relazioni tra i particolari e lo Stato, mentre, il D.Pr. regola i rapporti tra privati; a sua volta, ciascuno dei due diritti possiede altre classificazioni. Nel D.Pr. si distinguono secondo le materie trattate come: il D. Costituzionale, il D. Penale, il D. Processuale, il D. Amministrativo e il D. Tributario. Nel D.Pu. è composto dal D. Civile e il D. Commerciale, nonostante la classificazione, esistono alcune che appartengono tanto al Diritto Pubblico che al Diritto Privato.
Il Diritto Penale disciplina i fatti costituenti reato, le norme che compongono i Codici Penali individuano gli ipotetici casi di reato e stabiliscono, anche, le sanzioni che sono di varia natura secondo il crimine commesso. Per reato si intende l’azione che va contro una legge e che può recare danni ad un altro soggetto; per prevenire questi reati , il Diritto Penale si avvale di un strumento, ovvero, le sanzioni penali; inoltre, questi tipi di crimini si basa su tre principicardine: il principio di materialità, il principio di necessaria lesività o offensivista e il principio di colpevolezza. Il processo penale avviene dopo la “notizia di reato” che si ottiene mediante la denuncia[14], il referto (medico) e la querela[15], successivamente, si esercita l’azione penale una volta portati a capo le determinate investigazioni per sostenere l’accusa; durante, il processo il soggetto indagato ha l’occasione di difendersi individualmente e/o , attraverso un avvocato, nel primo caso la retorica utilizzata è di un livello mediocre mentre nel secondo caso la retorica è arricchita da termini giuridici fattibili, con l’intenzione di convincere la giuria e il giudice dell’innocenza dell’individuo implicato o a “ridurre” la sanzione. Capire ciascuna fase di un processo penale è difficile, giacché, è molto complesso; per questo motivo, si è cercato di fare un riassunto con le fasi principali senza i quali non può iniziare un processo penale.
Dopo tutto, come si è affermato anteriormente, il Diritto è diverso per ogni paese e, di conseguenza, anche le caratteristiche del processo penale e del Diritto Penale non sono omogenee, pertanto, analizzerò il sistema penale in Ecuador poiché comporta un fattore importante, del quale si parlerà nel seguente capitolo.
3.1. Il Diritto Penale in Ecuador
L’Ecuador, è un paese sudamericano appartenente al “Terzo Mondo”[16] o, meglio dire, ai paesi in via di sviluppo; questa caratterista lo accomuna al resto degli Stati confinanti. La Giustizia equadoregna si caratterizza per l’introduzione di nuove idee che hanno scaturito l’interesse della maggior parte degli avvocati e futuri avvocati della nazione. La legislazione presente in questo paese ha origini molto antiche, infatti, proviene dal Diritto Romano, perciò si possono distinguere molte assomiglianze; il Codice Civile è l’esempio basico di questa tramandamento. In Ecuador è stato incorporato il Sistema di Giudizio Orale inspirato al ruolo della retorica nel sistema accusatorio orale molto efficace nell’Amministrazione Pubblica. Il Codice Organico Integrale Penale (COIP) afferma la presenza di un testimonio orale accompagnato da suoni fonici orecchiabili e chiari, un altro aspetto da prendere in considerazione è l’ambiente circostante, siccome influisce psicologicamente al testimonio giudiziale. Il Sistema Accusatorio Orale possiede i seguenti principi: oralità, contradizione, mediazione, concentrazione e pubblicità; una delle principali motivazioni per cui si applica questo tipo di Sistema è dovuto a ragioni scientifichetecniche, sociali, etiche e fisiche; tutto sommato, bisogna riconoscere anche l’epoca in cui ci troviamo, giacché, permette la piena efficienza del Sistema Accusatorio Orale.
Nel suo complesso, il sistema penale ecuadoregno non è dei migliori presenti rispetto a molti altri; basti pensare all’immagine che ha dal punto di vista internazionale, in più, la corruzione non giova a favore.
4. CONCLUSIONI
Prima di iniziare con l’ultimo capitolo, non per questo meno importante, dove si tratterà di risolvere e conseguire gli obiettivi generali e specifici stabiliti antecedentemente, è fondamentale sottolineare un aspetto inatteso nello svolgimento dell’articolo giuridico, ovvero, la marea di concetti e termini giuridici e non solo, trovati. Come si è visto nei primi capitoli che riguardano il concetto di Retorica è stato di vitale importanze avvalersi di un vocabolario professionale e academico, poiché, i termini relazioni a questo tema sono molteplici e abbastanza simili, come: retorica, dialettico, discorso, denuncia, querela e molti altri concetti. La Retorica è un tema molto amplio, racchiude in sé numerosi aspetti della disciplina linguistica come la grammatica, della razionalità[17], le emozioni, la psicologia e i gesti, infatti, quest’ultimo ha una funzione scenografica. Detto ciò, si procederà con lo studio del marco teorico.
Dalle informazioni raccolte si deduce che la Retorica Giuridica ha avuto un ruolo predominante nel corso della Storia in diversi ambiti; tuttavia, continua ad essere un elemento essenziale nel Diritto Penale, specialmente durante il processo. C’è stata una trasformazione radicale, ovvero, prima questo strumento di oratoria era elementare e non ben definito; con il susseguirsi degli anni, i fattori storici e culturali aiutarono a modellare il concetto di Retorica, la quale nacque solo per persuadere una giuria nell’Antica Grecia rimase intatte acquistando sempre piú potere. Una notevole distinzione tra quella “vecchia” e quella “moderna” riguarda la presenza di regole, di fatto, nel passato c’era solo bisogno di parlare ed il gioco era fatto mentre adesso è regolata, in modo tale, che continui ad avere la sua importanza pero subordinato ad altri temi.
Sebbene, conseguire l’obiettivo delle tecniche e fasi, seguite alla lettera, per la formulazione di una buona “persuasione” è facile, si riscontra un grande problema nell’ambito giuridico. Precedentemente, con l’analisi del concetto di Diritto, lo si è associato alla parola “obiettività”[18], pertanto, le emozioni non dovrebbero essere prese in considerazione nel momento di giudicare o emettere una sentenzia perché in caso contrario si andrebbe contro la etica e non si farebbe giustizia. La soluzione migliore consiste nel individuare i possibili limiti che siano rispettati sia dai soggetti emittenti[19] che dai interlocutori, infatti, i secondi devono considerare solo le affermazioni accompagnate con prove e non farsi ingannare dall’uso eccessivo di parole eloquenti e la drammaticità dei gesti; quindi, i fattori di limitazione sono i seguenti: per ciascuna affermazione una prova, non utilizzare le emozioni come strumento di persuasione, non giocare con gli elementi psicologici e, per finire, usare la obiettività in qualsiasi dichiarazione.
Per concludere, è fondamentale porre la ragione prima dei sentimenti, soprattutto, quando riguardano tematiche giuridiche, poiché, è più che corretto avere e dare osservazioni eque[20] ad entrambe le parti.
Questo articolo non solo ha permesso individuare il problema tra la Retorica Giuridica e il Diritto Penale, bensì, entrare a conoscenza del significato corretto di ciascuna parola; quindi, il lettore potrà interagire e arricchire il proprio vocabolario “mentale” con l’apprendimento di concetti verosimili a prima occhiata, però, con elementi completamente distinti gli uni dagli altri. L’importanza di sapere la differenza di codesti è sostanziale, soprattutto, per gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza poiché in pochi anni saranno degli avvocati; attualmente, la domanda nel mondo del lavoro è abbondante, l’opposto dell’offerta, quindi lo studente deve eccellere rispetto ad altri ampliando i propri conoscimenti.
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Notas
m. -ci). – Dimostrativo, espositivo; nella retorica antica, eloquenza e., il genere di eloquenza (per i Latini genus demonstrativum) usato dagli oratori greci nelle feste, nelle pubbliche cerimonie, nelle commemorazioni dei morti per la patria.
Vocabolario Treccani.
d. In informatica, l’insieme dei principî scelti per la progettazione di un sistema di elaborazione automatica di dati. Vocabolario Treccani.
Notas de autor
Enlace alternativo
http://www.revistarfjpuce.edu.ec/index.php/rfj/article/view/45/34 (pdf)