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Insegnare la lingua italiana con le canzoni d’autore: perché e come utilizzarle nell’approccio didattico orientato all’azione

Alberta BIASIOLO
Centre de langues, Université de Lausanne, Suiza
Arianna MAMOLI
Centre de langues, Université de Lausanne, Suiza

Insegnare la lingua italiana con le canzoni d’autore: perché e come utilizzarle nell’approccio didattico orientato all’azione

Versants, vol. 2, núm. 67, pp. 77-92, 2020

Universität Bern

Publicación: 31 Octubre 2020

Sommario: Il Centro linguistico dell’Università di Losanna propone un corso di lingua italiana basato su 13 canzoni d’autore. Il corso ha due obiettivi: 1. fare conoscere agli studenti la storia e la cultura italiane contemporanee; 2. sviluppare le loro competenze linguistiche per permettergli di discutere dei temi proposti. I testi delle canzoni sono la base per suscitare l’interesse verso questi argomenti e per stimolare il dibattito. Come un’opera letteraria, anche la canzone d’autore è specchio della società e della storia di un paese ed è quindi un ottimo strumento d’insegnamento della lingua. In questo intervento viene spiegato: 1. perché le canzoni d’autore sono il principale materiale didattico, 2. perché le attività e i compiti hanno un approccio orientato all’azione.

Parole: Canzone d’autore, Musica, Storia, Società, Approccio didattico orientato all’azione.

Questo è uno dei pregi della narrativa come delle canzoni: dire di personaggi che attraverso le parole rimangono in vita, che si vestono in qualche modo di eternità.

Francesco Guccini (2015: 11).

Introduzione

Il legame tra letteratura e musica ha radici antichissime. Queste due forme d’arte si sono intrecciate in stili e maniere diverse nel corso dei secoli: la mousike, poesia cantata dagli antichi greci, il madrigale trecentesco, il melodramma cinquecentesco e l’opera sono solo alcuni esempi di testi poetici musicati o di testi scritti in funzione di una musica preesistente (La Via 2017).

Oggigiorno, questo connubio fra poesia e musica è espresso dalla canzone d’autore. Attraverso le parole e le melodie i grandi cantautori condividono col pubblico la loro visione del mondo e i loro sentimenti (Caon-Lobasso 2008: 59). L’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan nel 2016 è la dimostrazione più recente del sodalizio fra musica e letteratura. «The Nobel Prize in Literature for 2016 is awarded to Bob Dylan “for having created new poetic expressions within the great American song tradition”»(The Nobel Prize in Literature 2016). L’Accademia di Svezia ha conferito a Dylan questo importante riconoscimento proprio per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della tradizione della canzone americana. Da più di cinquant’anni, infatti, questo artista influenza la cultura occidentale. Molte opere letterarie, in prosa o in poesia, hanno tratto ispirazione dal suo lavoro e Dylan, a sua volta, ha trovato ispirazione nei testi letterari che ha conosciuto. Così l’artista esprime il suo rapporto con la letteratura: «I libri erano qualcosa di speciale, qualcosa di davvero speciale. Leggevo molte pagine ad alta voce e mi piaceva il suono delle parole, il loro linguaggio» (Dylan 2005).

Secondo Roberto Vecchioni la musica, il testo e l’interpretazione sono i tre elementi fondamentali e imprescindibili della canzone d’autore, che costituisce un genere nuovo e autonomo, nato in Italia verso la fine degli anni Cinquanta. Tuttavia, nella canzone d’autore il linguaggio dei testi, pur assumendo alcune figure retoriche della poesia, come le metafore, le similitudini e le analogie, risulta più semplice e fruibile (Vecchioni 2000). In particolare, in un libro pubblicato recentemente, Luca Zuliani (2018) ha dimostrato come l’italiano sia la lingua della musica e in che misura, e fino a che punto, le canzoni sono da considerare le figlie della tradizione poetica. I testi delle canzoni sono comunque più popolari e comprensibili della poesia: chi ascolta capisce facilmente e si riconosce, senza difficoltà, in ciò che è raccontato. La novità della canzone d’autore sta nel ritorno all’originaria unità tra musica e testo, già presente nella poesia lirica dei classici o in quella dei trovatori provenzali. I testi delle canzoni d’autore, in cui si esprimono ansie, preoccupazioni, emozioni e sentimenti formano un elemento unico e inscindibile con la musica (Vecchioni 2000).

Nel panorama della musica italiana contemporanea si annoverano eccellenti cantautori che hanno scritto testi e musiche considerati pietre miliari della nostra cultura. D. Modugno, F. Guccini, F. De Gregori, P. Conte, G. Gaber e Fedez sono alcuni cantautori famosi, i cui testi sono stati presentati e analizzati nel corso di cui si parlerà in questo articolo. Tuttavia, la lista dei cantautori italiani, noti sia in Italia che all’estero, è ben più lunga: vanno almeno ricordati i nomi di F. De André, L. Tenco, R. Vecchioni, L. Dalla, F. Battiato, senza la pretesa di voler essere esaustivi.

Qui di seguito verrà spiegato perché le canzoni d’autore, come la letteratura, costituiscono un ottimo strumento per l’insegnamento e l’apprendimento della lingua e della cultura italiane.

Le canzoni nell’insegnamento della lingua italiana

I vantaggi dell’insegnamento attraverso le canzoni sono numerosi. In questo intervento ci si sofferma su otto caratteristiche che fanno della musica un mezzo ideale per imparare una lingua straniera: 1. l’universalità; 2. la capacità di unire le persone; 3. la natura motivante; 4. l’aspetto ludico; 5. l’interculturalità; 6. la capacità di sviluppare diverse competenze linguistiche; 7. l’autenticità; 8. la facile accessibilità.

1. La musica è universale. La musica è una forma d’arte presente dappertutto nel mondo e condivisa da genti di culture, età e lingue diverse. Si manifesta in forme e generi disparati, ma suscita emozioni e ricordi simili in tutte le persone. Così si esprimeva Henry Wadsworth Longfellow a proposito della musica: «Music is the universal language of mankind» (1892: 154). Le canzoni, quindi, possono suscitare sentimenti e ricordi comuni fra gli studenti, anche se si tratta di persone di culture e lingue differenti, contribuendo così a creare armonia e coesione in classe. L’identificarsi con i compagni di classe è un fattore importante che stimola la motivazione (Nobili 1981: 16), cioè il motore che dà l’energia per affrontare le difficoltà che s’incontrano nell’acquisizione di una lingua (Balboni 2014: 170). Proporre una canzone in classe può favorire questo processo di identificazione e motivare gli studenti.

2. La musica favorisce dinamiche sociali positive in classe. Come si è visto,la musica può unire persone di culture diverse grazie alla sua universalità.Per questo è un’ottima base per creare delle attività collaborative in classeincentrate sugli interessi, le conoscenze e le passioni che accomunanogli studenti (Caon-Lobasso 2008: 58). La collaborazione e la percezione difar parte di un gruppo hanno degli effetti molto positivi sull’acquisizionedi una lingua. Nel gruppo gli studenti imparano a conoscersi e si sentonoquindi a loro agio. Ciò permette di lavorare in maniera rilassata. Questa èl’atmosfera ideale per lo sviluppo delle competenze orali. Secondo l’ipotesidei filtri affettivi di Krashen, ansia, motivazione e fiducia in sé stessi possonoinfluenzare fortemente l’apprendimento: se l’ansia è ridotta e la motivazionee la stima di sé sono rafforzate, l’apprendimento è più profondo e durevole(Krashen 1982: 31). Di conseguenza, delle buone attività collaborative– concepite nella prospettiva dell’apprendimento orientato all’azione – favorisconoun’atmosfera positiva in classe e possono aiutare ad incrementaremotivazione e autostima e a limitare lo stress. Inoltre, secondo Paradis eVercollier:

Grace à ses différents supports (textuel, audio, vidéo) et à son contenu (contexte socioculturel, répétitions, jeux de mots), la chanson offre à l’apprenant un environnement […] propice à le mettre en confiance et à lui faire acquérir de nouvelles stratégies : associant la musique aux mots, elle fait entrer le non-verbal et le non-dit, contribuant ainsi à diversifier les modalités d’apprentissage offertes à l’apprenant (2012: 2).

3. La musica motiva gli studenti e gli insegnanti. Le canzoni sono importanti nell’insegnamento delle lingue perché hanno la capacità di motivare gli studenti. La psicologia motivazionale e la glottodidattica mettono in evidenza l’importanza della curiosità e del piacere nell’apprendimento. Questi elementi favoriscono la motivazione che è alla base di un apprendimento profondo e durevole (Balboni 2019).

È importante evidenziare anche come l’insegnamento attraverso le canzoni possa motivare il docente. Nel suo articolo del 2013, Balboni tratta il tema delle emozioni e sottolinea come la ricerca si sia soffermata prevalentemente sul ruolo delle emozioni degli apprendenti e abbia trascurato per lungo tempo quello degli insegnanti che ha, invece, un impatto fondamentale sul processo di apprendimento degli studenti (22). Le emozioni positive generano motivazione e certamente lavorare con uno strumento appassionante come la musica e con materiali didattici nuovi è entusiasmante. Introdurre novità nelle lezioni è fondamentale al fine di variare le tecniche didattiche. Questa varietà favorisce il processo di apprendimento. Secondo Balboni, la novità è un meccanismo di apprisal (apprezzamento positivo) che provoca un arousal (reazione positiva) e crea motivazione e assenza di barriere emozionali (18). Questo fattore, che è fondamentale per l’acquisizione linguistica degli studenti, è altrettanto importante per la motivazione dell’insegnante (23).

4. La musica è ludica. Con la musica si introduce un elemento ludico in classe che è generalmente apprezzato dagli studenti e per questo motivante. Caon e Rutka definiscono la ludicità come la «carica vitale in cui si integrano forti spinte motivazionali con aspetti affettivo-emotivi, cognitivi e sociali dell’apprendente» (2004: 22). Come un gioco, una canzone può determinare un apprendimento significativo attivando nel discente, non solo aspetti cognitivi, ma anche affettivi, emotivi, sociali e culturali e persino motorii, se la canzone viene usata per svolgere un’attività cinestetica (Caon-Rutka 2012: 4). Creare delle buone attività ludiche a partire dalle canzoni offre un altro vantaggio: è un approccio didattico particolarmente adatto a classi con studenti di livelli differenti. Permette, infatti, di sollecitare le intelligenze degli studenti e i loro stili cognitivi che possono essere profondamente diversi.

5. La musica è un terreno fertile per lo sviluppo di attività interculturali e plurilingui. Il Consiglio della Cooperazione Culturale (CDCC) incoraggia un insegnamento delle lingue che migliori la comprensione reciproca in un’Europa multilingue e multiculturale (QCER 2002: 2-3). In particolare, Van Ek suggerisce che chi studia una lingua straniera dovrebbe sviluppare competenze di base ritenute fondamentali nella visione europea dell’insegnamento delle lingue come, per esempio, la competenza socioculturale. In particolare, per il discente si tratta di conoscere e di capire il contesto socioculturale nel quale la popolazione vive (Van Ek 1996: 8). In aggiunta, Neuner evidenzia come «il n’y a pas d’enseignement des langues vivantes sans contenu socio-culturel» (1997: 54).

Molte canzoni ritraggono usi e costumi di una popolazione. La canzone d’autore spesso racconta la realtà sociale e storica di un paese (Caon-Lobasso 2008: 61). Per tutti questi motivi, la musica costituisce una buona base per un approccio socioculturale nell’insegnamento e nell’apprendimento di una lingua. Tale approccio è terreno fertile per la creazione di attività interculturali e plurilingui. Per esempio, sul piano musicale, si possono confrontare genere, ritmo o strumenti delle canzoni. È possibile anche paragonare i contenuti, come i sentimenti espressi (gioia, tristezza, ecc.) e le storie raccontate (storie d’amore, eventi storici, ecc.), attraverso attività che sviluppino il senso critico degli studenti. Visto che in paesi molto diversi culturalmente esistono gli stessi generi musicali, è possibile confrontare le canzoni identificandone caratteristiche comuni e differenze. Infine, va ricordato anche che musicisti di origine e di contesti socioculturali diversi hanno trattato lo stesso tema (per esempio, i movimenti sociali degli anni sessanta, la guerra del Vietnam, ecc.). Ci sono canzoni popolari e d’autore italiane piuttosto celebri che sono state tradotte e rifatte in molte lingue (ad esempio, Bella Ciao . Il ragazzo della via Gluck). È molto interessante osservare come lo stesso messaggio sia stato espresso in vari contesti socioculturali.

6. La musica permette di sviluppare diverse competenze. La musica è uno strumento essenziale di apprendimento della lingua che è già usato estensivamente nei corsi. Permette di esercitare la comprensione orale, la pronuncia, il vocabolario e la grammatica. Secondo Bekker, la musica attiva molteplici strutture cerebrali: «[Elle] n’est pas qu’un son, mais aussi un stimulus sonore complexe qui fait travailler de concert de nombreuses régions du cerveau» (2008: 17). Il suono e il ritmo, per esempio, sono dei mezzi particolarmente importanti per la memorizzazione delle parole e per imparare la fonetica. Il processo di memorizzazione di lessico, fonemi e strutture grammaticali è fortemente favorito dal fatto che la canzone può essere ascoltata più volte. Come sostiene Nicosia, «la melodia, il ritmo, la ripetizione e la ridondanza» sono elementi essenziali per la memorizzazione e per la comprensione del testo (2019). Tutte queste caratteristiche costituiscono una base eccellente per migliorare le diverse competenze linguistiche dei discenti. A seconda degli obiettivi da raggiungere, l’insegnante può presentare una canzone in forma sonora, testuale e/o visiva e creare attività che stimolino diversi aspetti cognitivi. La canzone costituisce quindi un materiale didattico versatile, che può essere utilizzato con creatività, per offrire agli studenti una buona varietà di attività che favoriscano lo sviluppo del linguaggio, della comunicazione e della socialità. Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante nella prospettiva dell’approccio didattico orientato all’azione che prevede che l’apprendente impari a comunicare nella lingua straniera attraverso delle attività e/o dei compiti grazie ai quali possa agire come attore sociale. La canzone può essere lo stimolo per la creazione di tali compiti.

7. La musica è autentica. Le canzoni sono dei documenti autentici nei quali si trovano tutte le varietà di registri, accenti regionali ed espressioni di uso famigliare (Bekker 2008: 15-16). Utilizzarle in classe è un’ottima maniera di mostrare agli studenti la ricchezza della lingua viva (Caon-Lobasso 2008: 62).

Come si è già visto, la canzone d’autore può ritrarre un particolare momento della storia di un paese e stimolare l’interesse verso la sua cultura (Popova 2009: 12). Si tratta quindi di un documento che possiede un’autenticità sia linguistica che culturale e che fa realmente parte del patrimonio socioculturale di un paese (Kokoc Monnard 2014: 37).

8. La musica è facilmente accessibile. Oggi, le nuove tecnologie permettono di accedere alla musica molto facilmente. Consentono quindi di conoscere canzoni di diverse lingue e culture e di capirle grazie al fatto che i testi sono facilmente reperibili, molto più di qualche anno fa. Sono soprattutto i giovani ad approfittare di queste nuove opportunità e la musica diventa sempre di più parte integrante della loro vita quotidiana (Kokoc Monnard 2014: 15). Internet favorisce non solo l’uso del testo e dell’audio, ma anche quello del video, in modo che la canzone possa suscitare sentimenti ed emozioni anche attraverso le immagini. Queste ultime, naturalmente, aiutano a comprendere più facilmente il contenuto del testo e sono un forte stimolo per le emozioni. In aggiunta oggi sono disponibili on line moltissimi siti con attività legate a delle canzoni, alcuni dei quali contengono anche le soluzioni degli esercizi per permettere agli studenti di lavorare in maniera autonoma1. Infine, sono disponibili ottimi libri di testo con canzoni e attività (Naddeo-Trama 2000, Mezzadri 2006, Torresan-Naddeo-Trama 2014, Meneghetti-Caon 2019).

Un corso di lingua e di storia italiana basato sulle canzoni d’autore

A partire dall’autunno del 2017 il Centro linguistico dell’Università di Losanna offre, agli studenti di livello B1 minimo, un corso di lingua italiana basato su una selezione di canzoni d’autore. L’idea di questo corso è nata perrispondere all’interesse degli studenti per la società e la cultura italiane. Per soddisfare il loro desiderio di conoscenza si è pensato di proporre un corso nuovo, non tradizionale, che permettesse lo sviluppo delle competenze linguistiche, a partire da canzoni d’autore, cioè da testi autentici che raccontano aspetti importanti della storia e della società italiane.

Come discutere di fatti storici rilevanti in classe motivando e al contempo divertendo gli apprendenti? Come parlare di aspetti significativi della società italiana a degli studenti di lingua in maniera accessibile? Come aiutarli a sviluppare le loro competenze linguistiche? Proprio in virtù delle caratteristiche illustrate precedentemente le canzoni d’autore hanno le qualità necessarie per rispondere a queste domande e soddisfare i due obiettivi principali del corso: 1. fare conoscere agli studenti la storia e la cultura italiane e invitarli a riflettere su temi socialmente rilevanti; 2. sviluppare le loro competenze linguistiche, specialmente quelle orali, per permettergli di commentare e discutere sui temi trattati in classe.

La struttura del corso. Nel corso, viene proposto agli studenti un percorso attraverso la storia d’Italia dalla seconda guerra mondiale ai giorni d’oggi. I periodi storici trattati sono 5: 1. dal fascismo alla seconda guerra mondiale;2. dalla ricostruzione al boom economico; 3. dai movimenti del Sessantotto agli anni di piombo; 4. dagli anni del terrorismo a Tangentopoli; 5. dalla Seconda Repubblica fino ai giorni d’oggi. Un ciclo di due lezioni viene dedicato al tema dello sport, in particolare ai due sport nazionali: il ciclismo e il calcio. Sono state selezionate due o tre canzoni per ciascuna di queste sei sezioni per un totale di tredici canzoni. La scelta delle canzoni è stata dettata principalmente dal loro contenuto tematico. I libri Storiaditalia Cortissima (Palumbo 2011) e Che storia! (Pallotti-Cavadi 2012) costituiscono un utile supporto al programma del corso. Sono testi di storia semplici, ma attendibili e completi, facilmente comprensibili per gli studenti di italiano lingua straniera. Presentano in modo schematico i fatti più significativi, a livello sociale, culturale e artistico, della storia d’Italia.

Tabella 1
Struttura del corso
Periodi storiciCanzoniTematicheCompetenze linguisticheGrammatica
Fascismo,Generale, Francesco de GregoriLa guerra L’esilioRaccontare un evento passatoPassato prossimo e imperfetto
Bella CiaoEssere e esserci
Seconda Guerra MondialeI partigianiParlare delle proprie abitudini nel passatoPassato prossimo dei verbirifiessivi
(1920-1945) Aggettivi Bello e Quello
La ricostruzioneNel blu dipinto di blu, Domenico ModugnoLa crescita economicaRaccontare un evento passatoImperfetto e passato prossimo
Il boom economicoIl ragazzo della via Gluck, Adriano Celentano L’emigrazione dal Sud al Nord d’ItaliaParlare dell’ambiente e di cambiamenti sociali e climaticiArticoli determinativi e indeterminativi
(1945-1965)L’urbanizzazione
Lo sport in ItaliaBartali, Paolo ConteIl ciclismoPreposizioni semplici e articolate
La lega calcistica dellaclasse68, Francesco de GregoriIl calcio Avverbi Imperfetto e passato remoto
Il SessantottoCeraunragazzo, Gianni MorandiGuerra del VietnamRaccontare eventi passatiImperfetto e passato remoto
Gli anni di piombo (1965-1980)Dio è morto, Francesco Guccini Mario, Jovanotti Movimenti sociali Esprimere un’opinione su un tema di attualità Congiuntivo presente
Terrorismo

La società negli anni 80 Tangentopoli (1980-1992)Yuppies, Luca Barbarossa Quarantanni, Modena City Ramblers Moda Corruzione Parlare delle mode Descrivere eventi passati Imperfetto e passato prossimo
Seconda Repubblica Oggi (1992-2019)Io non mi sento italiano, Giorgio Gaber Generazione Boh, Fedez Il sistema politico italiano I giovani italiani Esprimere opinioni Congiuntivo presente

Compiti nel quadro del Portfolio europeo delle lingue (PEL). L’obiettivo finale di tutti i corsi del Centro linguistico dell’Università di Losanna è la costituzione del Portfolio europeo delle lingue (PEL) e quindi i compiti sono stati creati in funzione della sua struttura. Gli studenti devono: 1. completare il Passaporto delle lingue; 2. creare una biografia linguistica che includa un compito interculturale e un compito di riflessione sull’apprendimento; 3. costituire un dossier con le attività e i compiti svolti durante il semestre.

Sulla base dei principi del Quadro comune europeo di riferimento (QCER), ogni tipo di compito comunicativo richiede da parte degli studenti l’attivazione di alcune competenze generali (la conoscenza del mondo, quella socioculturale, delle abilità interculturali, la capacità di studio ed altre abilità pratiche della vita quotidiana), ma anche di competenze linguistico-comunicative (conoscenze e abilità linguistiche, sociolinguistiche e pragmatiche). Infine sono fondamentali anche la personalità e gli atteggiamenti individuali degli apprendenti (QCER 2002: 193). I compiti, che sono stati pensati per questo corso, puntano a sollecitare tutti questi aspetti.

Il compito interculturale, per esempio, è fondamentale perché permette allo studente di usare la lingua italiana per riflettere su temi che mettono in relazione diverse culture. Per fare ciò, il discente deve padroneggiare più lingue ed attingere alle sue esperienze personali nei diversi contesti socioculturali. Di conseguenza, anche in un compito da valutare formalmente, come la riflessione interculturale in forma di testo scritto, viene sempre proposto – come punto di partenza – un contesto situazionale autentico e concreto, in relazione con la vita reale e gli interessi dei discenti. Come evidenziato nel QCER le abilità interculturali sono essenziali: sapere capire l’altro, interpretare ed accettare modi di fare inabituali, negoziare i significati e chiarire i malintesi sono abilità indispensabili per entrare in contatto con persone di diversi profili socioculturali, senza pregiudizi (129).

Con il compito di riflessione sull’apprendimento il discente impara ad integrare nuove conoscenze a quelle già esistenti e a sviluppare strategie che gli consentono di imparare in modo più efficace e più duraturo. Nel corso si propone un compito di riflessione sull’apprendimento in relazione ad un’attività di ascolto, che consiste nel presentare per iscritto il metodo di lavoro e le strategie d’ascolto utilizzati, prima, durante e dopo l’ascolto, e nell’auto-valutare i propri risultati. Oltre che a precisare ciò che è ben riuscito, il discente deve presentare ciò che stima dover migliorare, come per esempio la comprensione di un dettaglio e le ragioni delle proprie difficoltà. Infine, se l’ascolto non ha posto ostacoli particolari, il discente ne spiegherà le ragioni.

Oltre al compito di ascolto, vengono proposti due compiti per sviluppare le competenze linguistico-comunicative. Il primo è uno scritto in relazione alla canzone Mario di Jovanotti. Il cantante ha composto il testo in ricordo del giorno in cui lui e suo padre parteciparono al funerale della scorta di Aldo Moro. Dopo aver svolto delle attività in classe su questa canzone, gli studenti devono scrivere una lettera per una persona cara in occasione del suo compleanno in cui ricordino un momento speciale dell’infanzia o dell’adolescenza. Il secondo è un compito orale, che viene proposto nella fase conclusiva del corso. Gli studenti, in piccoli gruppi, presentano un progetto per la realizzazione di un concerto di beneficenza. Devono immaginare di dover convincere il responsabile della loro organizzazione non-governativa a consentire l’attuazione del loro progetto. Gli studenti possono scegliere liberamente la causa che vogliono sostenere, ispirandosi ai temi trattati durante il semestre (sostegno di paesi in guerra, protezione dell’ambiente, problemi sociali dei giovani, ecc.). Nella presentazione dovranno illustrare tutti gli aspetti organizzativi e giustificarli (obiettivo del concerto, luogo, data, pubblico a cui si rivolgono, costi, ecc.). Questo compito motiva gli studenti, non solo per il suo valore sociale, ma anche perché l’obiettivo è specifico e chiaro e gli permette di usare un linguaggio autentico, al fine di raggiungere il loro scopo. Questo è uno dei principi fondamentali dell’approccio orientato all’azione (Birello-Vilagrasa 2016: 193). Tale approccio ha guidato la creazione dei compiti e delle attività legate alle canzoni. Qui di seguito si spiegherà perché.

Tabella 2
Compiti nel quadro del PEL
Parti del PEL Tipologia dei compiti Titolo dei compiti
Passaporto delle lingue
Biografia LinguisticaCompito di riflessione sull’apprendimento (in relazione al compito d’ascolto) Compito interculturaleStoria e canzone d’autore La canzone d’autore nel mondo
DossierCompito scritto Compito di ascolto Compito orale: presentazione in gruppoUn momento indimenticabile Storia e canzone d’autore Un concerto di beneficenza

Attività nell’approccio didattico orientato all’azione. Nella didattizzazione delle canzoni si è tenuto conto del livello degli studenti (a partire da B1). Avendo gruppi non numerosi, ma con apprendenti di livelli leggermente differenti, si è cercato di regolare la difficoltà e la tipologia dei compiti sulla base delle loro caratteristiche personali e dei loro bisogni (Skehan 2003: 7). Come indicato nel QCER, «Le competenze dell’apprendente sono strettamente connesse alle sue caratteristiche individuali di natura cognitiva, affettiva e linguistica. Di questo si deve tener conto nel determinare la difficoltà di un compito per un determinato apprendente» (129). Si è prestata, quindi, particolare attenzione ad alcune differenze individuali come la personalità, i diversi stili cognitivi e di apprendimento, il contesto socioculturale di provenienza. Nei corsi di livelli più avanzati, infatti, ci sono spesso degli studenti che hanno già seguito altri corsi precedentemente e che quindi gli insegnanti già conoscono. Questo consente di poter gestire al meglio le differenze individuali e, conseguentemente, le dinamiche di gruppo.

Nella creazione delle attività in classe, esattamente come in quella dei compiti a casa, si è cercato di valorizzare il ruolo di attori sociali dei discenti che, secondo l’approccio didattico orientato all’azione, sono «membri di una società che hanno dei compiti (di tipo non solo linguistico) da portare a termine in circostanze date, in un ambiente specifico e all’interno di un determinato campo di azione» (QCER 2002: 195). Sono state proposte, dunque, numerose attività collaborative, come per esempio l’organizzazione e la presentazione di un concerto di beneficenza, che stimolassero l’uso della lingua per il raggiungimento di obiettivi precisi. Come suggerisce Skehan, «A task is an activity which requires learners to use language, with emphasis on meaning, to attain an objective» (2003: 3). Inoltre, Skehan sottolinea l’importanza della personalizzazione di tali attività e della costruzione di significati da parte dei discenti: «The interest in a task is to allow participants to shape it to their own ends and to build meanings collaboratively that are unpredictable and personal» (5).

A titolo d’esempio si presenta la lezione sulla canzone Generazione Boh di Fedez, che si articola in tre fasi distinte: prima, durante e dopo l’ascolto, con un successivo momento di discussione e riflessione a chiusura dell’attività.

La prima fase ha lo scopo di introdurre l’argomento e interessare gli studenti al tema – la condizione giovanile in Italia – e di far conoscere le ragioni del successo di Fedez tra i giovani. I discenti, in piccoli gruppi di tre persone, sono invitati a rispondere ad alcune domande in relazione con la tematica, come, per esempio, il tasso di disoccupazione giovanile, le espressioni mammone, fuga dei cervelli . neet, cercando liberamente le informazioni su Internet. Infine, questa fase si conclude con la lettura in plenum di un breve testo su Fedez e il suo rapporto con i giovani.

A questo punto sono state suscitate curiosità ed aspettative perché gli studenti chiedano di ascoltare la canzone. Segue quindi la fase successiva, il cui obiettivo principale è l’ascolto del brano musicale. Questo momento è delicato. Infatti la musica va ascoltata per il piacere: le canzoni mettono di buon umore, fanno diminuire lo stress e aiutano a passare un momento gradevole. Questa rilassatezza può migliorare alcuni processi cognitivi importanti come, per esempio, la memorizzazione dei vocaboli o delle strutture grammaticali (Caon-Lobasso 2008: 55). Si propone quindi ai discenti di ascoltare la canzone, con o senza il testo, come ciascuno preferisce. In questo modo si lascia agli studenti la possibilità di affrontare l’ascolto della canzone, sfruttando lo stile di apprendimento di loro preferenza. Ogni apprendente infatti impara in modo differenziato, unico e soggettivo (Della Puppa-Vettorel 2014: 26). Ne segue un breve scambio di opinioni su aspetti generali (La canzone vi è piaciuta? Avete capito le parole? Come trovate il videoclip? ecc.). Se gli studenti lo desiderano, si può proporre un secondo ascolto, magari ad occhi chiusi, per allontanare le distrazioni e lasciarsi conquistare dalla musica.

Si passa alla fase dopo l’ascolto, che consiste in un’analisi più approfondita del testo da svolgere in due momenti: la comprensione ed il lessico. Questo è l’obiettivo principale del terzo momento dell’attività. I contenuti vengono individuati attraverso l’identificazione delle parole del testo che trattano le diverse tematiche, come, per esempio, le relazioni con la famiglia, il rapporto con la tecnologia, la globalizzazione, lo scoraggiamento, ecc., mentre l’approfondimento lessicale è incentrato sulla ricerca delle parole o espressioni della canzone che corrispondono ad una serie di sinonimi forniti agli studenti dall’insegnante. Naturalmente, gli studenti hanno la possibilità di chiedere anche altre spiegazioni su vocaboli, termini e giochi di parole che non capiscono.

Infine, si conclude la lezione con lo scambio in lingua italiana delle riflessioni personali sulla condizione giovanile in Italia, in Svizzera, ed in altri paesi. In questo momento finale è bene continuare a consultare le fonti ufficiali (statistiche Istat, Eurostat, OFS, ecc.) per garantire l’attendibilità dei dati e la fondatezza della discussione. Infine, per gli studenti che mostrano grande interesse per la tematica, si propone un approfondimento, da realizzare in parte a domicilio, che consiste nella ricerca personale di un articolo sulla condizione giovanile da presentare in occasione della lezione successiva. Ciascuno studente illustra in due minuti i punti principali del suo articolo e, alle fine delle presentazioni, gli studenti devono scegliere qual è il testo che evidenzia gli aspetti più interessanti rispetto al tema, giustificando la scelta con una frase. L’insegnante può fornire i link degli articoli menzionati sulla piattaforma Moodle (o un’altra di sua preferenza) in modo che tutti gli studenti possano accedervi se sono interessati ad un approfondimento.

Conclusioni

Oggigiorno, la musica italiana è molto conosciuta e amata e costituisce quindi un buon mezzo per interessare i discenti alla lingua e alla cultura (Caon-Lobasso 2008: 54). «La canzone è diventata un vero e proprio “genere comunicativo” che chiama in gioco tutta una serie di componenti che ne mutano e rivalutano l’utilizzo nel campo dell’insegnamento delle lingue straniere» (Nicosia 2014). Per questo è importante continuare ad esplorare nuovi modi di presentarla in classe, con l’intento di facilitare l’apprendimento della lingua e della cultura italiane e di aiutare i discenti a sviluppare le loro competenze comunicative.

Bibliografia

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Bekker, Jessica, La chanson dans la classe de français langue étrangère. Un apprentissage enchanté, BA Honours French (Teaching French as a Foreign language), School of Languages and Literatures, University of Cape Town, 2008.

Birello, Marilisa Vilagrasa, Albert, Creare materiali didattici con un approccio orientato all’azione. L’approccio orientato all’azione nell’insegnamento delle lingue: spunti e rifiessioni per una didattica attiva, Barcellona, Edizioni Casa delle lingue, 2016.

Caon, Fabio Lobasso, Fabrizio, «L’utilizzo della canzone per la promozione e l’insegnamento della lingua, della cultura e della letteratura italiana all’estero», Studi di Glottodidattica, 2008, 1, pp. 54-59.

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Nota

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